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“E nemmeno un rimpianto”
Non al denaro non all’amore né al cielo è sicuramente uno dei dischi più rappresentativi della carriera di Fabrizio De Andrè, oltre a essere stato un pilastro culturale per un’intera generazione, quella nata dai moti studenteschi del ’68, e un valido riferimento a quella letteratura americana che in Italia era arrivata tardi a causa del proibizionismo fascista. Fabrizio De Andrè, infatti, creò uno dei migliori album degli anni Settanta proprio musicando alcune poesie di Edgar Lee Masters. In questo libro, con un’analisi compiuta brano per brano, l’autore cerca di sottolineare similitudini e divergenze tra le due opere.
La musica
“La musica è l’armonia del cielo e della terra; la cerimonia è la gerarchia del cielo e della terra. Grazie all’armonia nascono e si sviluppano gli esseri, attraverso la gerarchia si articola la molteplicità. La musica trae la sua forza intrinseca dal cielo, i riti ne aumentano la forza ordinatrice sulla terra. La musica è all’inizio della creazione, i riti nascono dagli esseri terrestri”. Benvenuta musica! A casa, in ufficio, al lavoro, compagna di svaghi e di ninne nanne, consolatrice di dolori fisici e di tristezze morali. Ci accompagni in ogni momento della nostra vita, dalla nascita alla morte, rilevando i momenti più importanti di questo nostro vivere. In sordina, chiassosa, mistica ci sai avvolgere e dare il giusto impulso per lavorare meglio, per guarire, per liberare la mente e le fantasie. Teresa De Monte
Mike Rutherford
Nell’economia di una band come i Genesis, piena di virtuosi e grossi personaggi, la figura di Mike Rutherford è spesso un po’ nell’ombra. In realtà Rutherford si è dimostrato persona capace di prendere grandi decisioni. Un carattere forte e determinato, a dispetto dell’aria rilassata e indolente, che ha finito col regalargli anche un meritato successo semisolistico con Mike & The Mechacnis. Un maestro della melodia (quella di enormi hit come The Living Years, All I Need Is A Miracle, Silent Running e Over My Shoulder), ma anche un grande regista, Mike, capace di pescare talenti dall’ombra e di valorizzarli degnamente. Questo libro, il primo al mondo dedicato a Mike, racconta tutto questo con testimonianze di primissima mano e un ricco apparato fotografico, rendendo finalmente giustizia a questo imprescindibile corridore silenzioso, senza il quale i Genesis, semplicemente, non sarebbero mai stati i Genesis.
La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De Andrè
Una riflessione sul linguaggio, sulla differenza fra oralità e scrittura, sul significato di "fede", "senso religioso", "ateismo..." come strumenti indispensabili per approdare, passando per alcuni scorci biografici, ad una valutazione complessiva di tutta l'opera e, da qui, all'analisi dei testi delle canzoni. Tuttavia nel saggio è possibile scorgere l'affermazione che parlare dell'uomo non equivale a mostrarne la sua intima e definitiva essenza, così come la ricerca della verità non ha la pretesa dell'assoluta verità.
Opening the Musical Box
Questo libro è una cronaca particolareggiata e ricca di informazioni della carriera dei Genesis, da trent'anni tra i gruppi più forti della musica pop. E' il più aggiornato compendio su una delle band più innovative e di maggior successo nell'epoca del rock moderno.
Tony Banks (Man of spells)
E' il primo libro al mondo dedicato alla carriera solistica di Tony Banks, tastierista dei Genesis, che cerca di portare alla luce e all'attenzione dei tanti appassionati della band inglese una produzione individuale scarna, eppure costituita di opere interessanti e dal grande fascino, che hanno abbracciato il rock, la musica classica e il mondo delle colonne sonore, ma lascia anche emergere la frustrazione dell'artista nel non vedere riconosciuto il proprio talento, specie a livello commerciale. Un settore che Banks ha provato diverse volte ad espugnare, sempre con insuccesso. E dire che con i Genesis ha dato il suo determinante contributo nella realizzazione di hit single... Ecco perchè il sottotitolo è "Man of Spells". L'uomo degli incantesimi, il prestigiatore capace di tirare fuori dal proprio cappello creativo le intuizioni più geniali ma, al tempo stesso, la vittima di un incantesimo malefico che gli impedisce di assaporare fino in fondo gli onori che meriterebbe.
Steve Hackett. The Defector
Steve Hackett ha vestito i panni del defector ("chi lascia qualcosa per andare verso nuove direzioni") quando decise di abbandonare i Genesis proprio mentre avevano appena imboccato la strada del successo internazionale. Steve era solo un chitarrista che (ancora) non cantava, ma il suo coraggio è stato premiato. E' diventato un caposcuola alla chitarra e ha proseguito imperterrito nella ricerca di nuovi stimoli musicali, che hanno caratterizzato la sua torrenziale carriera solistica, iniziata ormai trent'anni fa e che conta al suo attivo quasi altrettanti dischi, che svolazzano allegramente da un genere all'altro: progressive, fusion, blues, etnica, pop, hard rock, acustica, classica orchestrale.
The singing drummer - Phill Collins
LA PRIMA BIOGRAFIA IN ITALIA 100 milioni di dischi venduti da solo, più altrettanti con i Genesis: questo il carnet di Phil Collins, che ha la capacità di arrivare al cuore dell'ascoltatore grazie ad una scrittura che parte dalla sua anima. E pensare che è nato tutto per caso... Phil decise fin da bambino che avrebbe fatto il batterista, e quello è stato il suo mestiere fino al 1976, quando la partenza di Peter Gabriel dai Genesis lo costrinse a prendersi cura anche del microfono. Da allora Phil ha pubblicato dischi multimilionari sia da solo che con i Genesis, suonato con tutto lo scibile musicale, composto colonne sonore, persino vinto un Oscar per la miglior canzone originale in un film. Niente male per un piccolo londinese che ancora oggi si definisce un semplice batterista che canta ("the singing drummer")!
The Lamb. Il percorso del Lamb di Peter Gabriel
Ad oltre trent’anni dalla sua pubblicazione, The Lamb è un disco ancora controverso. Lo studio di Lorenzo Barbagli offre, se non la soluzione, quanto meno forti stimoli per rileggere la storia in maniera diversa. Non soltanto attraverso la lente di quelle che risultano, nella lettura delle traduzioni delle liriche, note influenze di Gabriel quali la letteratura e la mitologia, ma anche attraverso la psicologia, secondo le teorie di Joseph Campbell, scrittore statunitense e soprattutto studioso di mitologia comparata e religioni che si ispirava a Carl Gustav Jung. L’accurata opera di Barbagli permette una nuova ed affascinante chiave di lettura per entrare in sintonia con uno degli antieroi più carismatici della ricca storia del rock.
Foxtrot
L’album Foxtrot rappresenta la svolta definitiva della carriera dei Genesis: da musicisti ancora incerti sul loro futuro a band ‘culto’ del movimento progressive inglese. E sarà proprio questo album, ed il tour seguente, che aprirà anche le porte del mercato statunitense. Brani come ‘Watcher of the skies’ e ‘Supper’s Ready’ diventeranno il marchio di fabbrica dei Genesis ed il personaggio della donna con la testa di volpe ispirato alla copertina costituirà il preludio del ‘Rock Theater’ di Gabriel e Compagni. Il libro si propone di fornire un quadro a trecentosessanta gradi dell’album, dalla sua nascita alla sua riproposizione durante i concerti, focalizzandosi in dettaglio sui testi ed i loro significati e riferimenti più reconditi. Ad arricchire la pubblicazione vi sono poi le recensioni originali dell’epoca e la più completa discografia analitica disponibile, curata dall’impareggiabile Mino Profumo. Di grande valore, inoltre, le testimonianze esclusive ed inedite di tre dei protagonisti di Foxtrot: Steve Hackett, Richard Macphail e Paul Whitehead. Benvenuti in questo viaggio nel mondo dei Genesis! (Prefazione e appendici a cura di Mino Profumo)
Anthony Phillips. The Exile.
Contrariamente a quanto taluni pensano, Anthony Phillips non è stato semplicemente il chitarrista dei primi due dischi dei Genesis, ma ne è stato uno dei fondatori e uno dei compositori. Purtroppo solo raramente ha potuto incidere musica nei modi e negli stili a lui più consoni, dovendo adeguarsi per il resto alle ingerenze discografiche e alle esigenze di tempo e di budget. Un vero esiliato, dunque, dapprima per scelta, poi per costrizione, ma a cui, in fondo, questa condizione sta bene. Dalla sua lunghissima carriera, emergono tuttavia un chitarrista sopraffino e un compositore squisito, di cui, per la prima volta in assoluto in questo libro, viene fuori prepotentemente anche il lato umano.

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